About me

me - 04 CHI SONO.

 Mi chiamo Daniela, ho 37 anni e, anche se nata e cresciuta a Roma, le mie origini – almeno per parte di padre – sono sarde.

Sono un’educatrice, un’insegnante ed un’ispanista ad indirizzo antropologico che ha basato tutti i suoi studi prevalentemente sull’Antropologia culturale, religiosa e sociale.

Sin dai primi anni accademici (dalle prime tesine per i singoli esami fino alla tesi di laurea vera e propria) ho concentrato ogni interesse, misto a passione, all’indagine del concetto di identità/alterità, in particolar modo tra e nelle popolazioni indigene dell’Ispanoamerica. Come, poi, credo avvenga nella maggior parte dei casi, il sentiero ha cominciato ad attorcigliarsi sempre più, spingendomi all’interno di un vortice che, partendo dall’esterno, mi ha spinto sempre più verso l’interno, il “dentro di me”.

È stato allora che ho deciso di partire da me, interrogandomi sulla mia provenienza (fisica, culturale e spirituale). Non so se si sia trattato di un passo in più ed opportuno per la ricerca antropologica andatasi a mescolare con una sorta di crisi d’identità o anche, perché no, di mezz’età. Fatto sta che un giorno, inaspettatamente, mi è arrivata, preziosa e quanto mai illuminante in questo senso, una frase di Moni Ovadia:

Se non sai dove stai andando, girati per vedere da dove vieni.

 Sentendomi  spesso troppo lontanta e abbastanza fuori luogo, ho cominciato a studiare la realtà (presente e passata) dell’isola e dei molti luoghi in cui il mio sangue ha cominciato a formarsi.

Sul principio, reperire i materiali è stato tanto facile quanto difficile. Molte fonti e risorse libere dal web e dalle biblioteche specializzate, poca completezza. Se non ero mai stata educata al “rammendo” e al “cucito” ho dovuto imparare in fretta a farlo, almeno per quanto riguarda la scrittura. Ecco, dunque, il motivo e il fine della nascita di Jana Antica: un immenso e faticoso tentativo di rimettere insieme tutte le informazioni che mi è possibile reperire, attraverso testi sia scritti che orali. Cerco, nella tessitura di questa meravigliosa coperta, di citare sempre correttamente le fonti e, pertanto, vi prego – laddove notiate una svista – di farmelo sempre presente ed io provvederò a completare nel modo più onesto e pulito possibile.

 

DI COSA MI OCCUPO.

Parlare di Sardegna ed identità è come parlare dell’infinito. Vasto, immenso argomento, quasi senza fine per quanto riguarda la meta da raggiungere.

Per questo motivo, ho scelto di concentrare tutte le energie  allo studio del folklore magico e religioso, in particolar modo alla ricerca di quel ponte che ancora unisce il passato con il presente, dove io possa camminare con un orecchio teso alla voce dei miei nonni e un sguardo puntato alle future generazioni. Nella fattispecie, indago il passato che ancora sopravvive in connubio col presente, alla ricerca delle tracce di quanto di ancestrale, e apparentemente impercettibile ai più, rimane e silenziosamente convive.

 

PERCHÉ QUESTO BLOG?

Vita, studi e pozioni di un’avverbadora del XXI secolo.

Doveva essere il titolo di un libro, probabilmente un romanzo, in cui per molto tempo ho avuto intenzione di raccogliere le informazioni che andavo cercando. Un saggio mascherato di fiction e narrativa, ma la mia storia personale ha voluto, per me, un altro percorso: quello dell’immediatezza e della freschezza del blogging, sempre pronto a nuove sfide e a nuove idee, mai statico e sempre attento a mettersi in discussione.

Jana Antica, invece, continua ad essere quello specchio che ha fatto da riflesso a tutto ciò che inconsciamente cercavo di esprimere nei miei ultimi bisogni di studio. Il continuo oscillare tra presente e passato, tra chi sono e chi erano le mie radici, continua a dondolarmi tra credenze, tradizioni e superstizioni che spezzano il guscio di nidi intrecciati sin da tempi antichissimi, pur tuttavia perpetuandosi sino al presente e creando, in questo modo, un filo di intensa continuità tra ieri oggi. Per questo “antica” accompagna “jana”, la prima creatura fantastica conosciuta sin dal mio primo affacciarmi agli studi sulla favolistica (ambiente a cui credo di appartenere maggiormente, soprattutto per la propensione al ragionamento ed alla rappresentazione simbolica che più mi caratterizzano).

Il mio intento è quello di raccogliere materiale, organizzarlo e condividerlo, dai testi fino alle immagini, ai video e, dove possibile, i files audio.

Personalmente, ho sempre sentito una forte esigenza di comunicare – già prima dell’avvento di internet! –per domandare e domandarmi, dare e ricevere risposte, creare scambi sia nel confronto che nello scontro (purché costruttivo). Sarà probabilmente per questa mia attitudine del tutto personale che arrivo a considerare la condivisione una delle chiavi fondamentali per la propria ed altrui crescita personale, sia a livello intellettuale che “umano”. Nella vita reale di tutti i giorni, ciò è possibile con la parola orale e il passamano di un libro che ci ha colpiti. Nella vita virtuale, reputo il web un ottimo spazio dove poter gestire il medesimo scambio. Attraverso la rete la diffusione può essere non solo più veloce, ma può arrivare a raggiungere moltissime persone in pochissimi secondi. Ciò non toglie che entrambi questi mondi necessitino fortemente di onestà intellettuale, coerenza e serietà.

Ogni nuovo livello di comunicazione e condivisione non andrebbe mai sottovalutato, bensì colto come un ricco dono per le scienze umanistiche, almeno quel tanto per (ri)darle la meritata importanza.

Condivido perché di tutto quello che raccolgo, leggo, studio ed elaboro vorrei rimanesse qualche traccia, soprattutto per quanto riguarda quanto riesco a ripescare da e del passato. Vorrei che non andasse perso del tutto, dimenticato. Allo stesso tempo, come più volte già detto, vorrei riappropriarmi io stessa della continuità che mi lega a questo passato, fondendo ed amalgamando il lavoro per la collettività con il lavoro personale su me stessa.

Con Jana Antica, il Fuori-Me continua ad andare a braccetto con il Dentro-Me: da una parte, il desiderio di recuperare la memoria di un passato per creare un lascito per il futuro e, contemporaneamente ravvivare gli studi sull’argomento; dall’altra il desiderio di riflessione su di me e le mie radici.

 

 ORGANIZZAZIONE DEL BLOG.

 A differenza di quello che dovrebbe essere un blog (una sorta di diario personale in cui parlare di me e della mia vita privata) ho cambiato più volte rotta durante quest’esperienza, lasciando spazio – come unico contesto – soltanto al mio Mestiere (studi, ricerche, approfondimenti, riflessioni per quanto possibile

oggettive). Dunque, ho optato per un blog tematico.

Riguardo la mia vita privata, ho deciso di dedicare solo un piccolo spazio: una pagina a parte intitolata “Arte di Jana”, dove troveranno spazio le mie creazioni artistiche perché comunque ispirate dai miei studi e dalle mie ricerche, un po’ anche dal mio stile di vita. A volte, qualche post è inserito nella categoria “Pensieri di Jana”, ma rappresenta – più che altro – riflessioni e punti della situazione su come sto lavorando, cosa non mi convince e cosa invece sì, cosa dovrei migliorare e quali sono, al contrario, i punti da rafforzare.

Squarci della mia vita sono presenti anche laddove indico che parte dello studio e dell’indagine sono stati accompagnati da esperienza personale, un tipo di esperienza che varia dalla presenza al coinvolgimento fisico ed emotivo in certi eventi.

Tutti gli altri contenuti sono organizzati ed ordinati in specifiche sezioni che hanno l’obiettivo di dare estrema praticità sia alla navigazione che alla lettura.

 

Se avrei dovuto accogliervi con un caloroso benvenuto sin dalle prime righe, spero non me ne vogliate male se solo ora – dopo aver steso un infinito tappeto di parole su di me – vi apro la porta e vi regalo tutto il miglior cibo che possa esserci per la mente e l’anima.

Sentitevi come a casa vostra: lasciate commenti, contestate alcune osservazioni. Nel rispetto di ognuno, ogni osservazione può essere feconda per la crescita di noi tutti.

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